Storia

Alle pendici del maestoso monte Taburno, ai piedi della Valle Caudina, sorge Montesarchio, culla di storia e crocevia di antiche civiltà. con i suoi quasi 14mila abitanti, Montesarchio è il comune più grande della provincia beneventana e nel 1997 ha acquisito, con decreto del Presidente della Repubblica, il titolo di "città".

L'emblema della città è la monumentale fontana dell'Ercole alexicacos che si erge al centro della piazza principale. L'opera, risalente alla seconda metà dell'800, si compone di una base a pianta circolare con vasca, sormontata da un gruppo scultoreo rappresentato da quattro leoni e su di un podio la figura di un Ercole guerriero; lo stesso mitico personaggio che appare anche sullo stemma del comune. Il nucleo abitativo nel corso dei secoli si è sviluppato intorno alla via Appia, importantissima rete stradale di età romana percorsa dal Medioevo dai crociati in viaggio verso Gerusalemme.

Simboli delle antiche origini della città di Montesarchio sono la Torre e il Castello risalenti al 7° secolo, durante il periodo della dominazione longobarda. La Torre, che da il nome alla collina sulla quale sorge, fu fatta edificare come roccaforte contro l'esercito di Carlo Magno e successivamente fu affiancata dalla costruzione di un castello, in seguito distrutto dai Normanni, e ricostruito nel 15° secolo. La Torre ed il castello furono destinati a prigioni di Stato durante il regno di Ferdinando di Borbone. Nella Torre furono rinchiusi patrioti napoletani, tra i quali Pironti, Nisco e Carlo Poerio, un patriota e politico italiano. Ancora oggi è possibile visitare la cella nella quale scontò i dieci anni di carcere prima che la sua pena fosse commutata nella deportazione. Negli anni cinquanta il carcere borbonico venne chiuso e, attualmente, all'interno del corpo centrale del castello, è stato allestito il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino. Tra i reperti conservati è possibile ammirare oggetti di ornamento personale, armamenti bronzei e corredi funerari di varie epoche pre-cristiane, nonché diverse tipologie vascolari di importazione attica. 

Testimonianza del profondo senso religioso degli abitanti di Montesarchio è la presenza di vari edifici di culto all'interno della cittadina. Alla sommità del borgo Latovetere, ai piedi del Castello, è situata l'abbazia di San Nicola, di origine medioevale.

La piazza principale del paese è dominata dalla facciata settecentesca della chiesa dell'Annunziata. L'edificio, a navata unica, è arricchito da sei altari laterali e impreziosito da un altare maggiore realizzato in marmi policromi, alle spalle del quale vi è un dipinto raffigurante l'Annunciazione. 

Dello stesso periodo è la chiesa di San Francesco, la cui facciata è attribuita all'illustre ingegnere Luigi Vanvitelli. 

La chiesa di Santa Maria della Purità fu fatta erigere nel 17° secolo dalla famiglia D'Avalos. Di essa apprezziamo innanzitutto la sobria struttura architettonica barocca, ma soprattutto le tele, le statue e i paramenti sacri che ancora possiede. La sua struttura interna è costituita da un'unica navata a croce latina, la volta a botte, tre cappelle per lato e l'abside.

Il convento di Santa maria delle Grazie, fu edificato dai francescani nel 15° secolo. Al suo interno è conservata una scultura lignea della madonna realizzata dallo scultore napoletano Carmine Lantriceni.

Oltre al ricco patrimonio storico, Montesarchio vanta anche di numerose iniziative volte alla valorizzazione del comune. Numerose sono le festività religiose e fra le molte, probabilmente la più attesa dalla popolazione è il Corpus Domini, evento in cui si evince un forte legame fra arte, religione e tradizione.

Grazie alla sinergica relazione tra territorio, patrimonio storico-culturale e servizi offerti, Montesarchio si presenta al suo visitatore come una vera e propria perla di tranquillità e bellezza, un vero e proprio spettacolo da scoprire e rimanerne entusiasti.

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